I pregiudizi e i pareri affrettati sono parte integrante della nostra quotidianità. Il 3 febbraio 2020 abbiamo avuto la fortuna di confrontarci con i detenuti del carcere di Opera, riuscendo – tramite la visione delle prove generali dello spettacolo “Noi guerra! Le meraviglie del nulla” – a comprendere le sensazioni e alcune sfaccettature caratteriali dei carcerati. Lo spettacolo era basato sul concetto della guerra, vista da un punto di vista sia letterale che interiore e personale. L’argomento era rafforzato anche dalla scenografia molto particolare e ben chiara, caratterizzata dall’alternanza di colori cupi, come il nero e il grigio, e colori accesi come rosso. Inoltre, per questo spettacolo sono fondamentali i costumi teatrali, composti da tessuti grezzi come la tela e la garza, con la sovrapposizione di tessuti più delicati e trasparenti come il tulle e il pizzo bianco. I capi in questione sono dei completi di giacche dalla linea morbida e con il collo alla coreana, abbinati a dei pantaloni larghi, delle tute intere, delle giacche sportive in denim vede scuro e un unico abito femminile fatto interamente in tulle bianco. Durante lo spettacolo venivano recitate poesie e rappresentate scene molto significative, come ad esempio il fatto di giudicare una persona senza conoscerla per cultura, lingua o carnagione differente.Non a caso il cast di attori è composto da uomini provenienti da diverse parti del mondo e, di conseguenza, ognuno di loro possiede delle caratteristiche fisiche e morali ben precise.

La scena più toccante dello spettacolo è quella in cui i detenuti si raccontano attraverso la lettura di alcune lettere personali spedite o ricevute dai propri cari. È proprio da questi dettagli che si riesce a cogliere l’umanità di coloro che hanno commesso degli errori, ma che ne stanno vivendo le conseguenze.Questa uscita ci ha permesso di aprire gli occhi su un’idea sbagliata, che si ha su un tema sociale come quello della condizione dei detenuti e delle carceri in Italia.Dato che solitamente quando ci si trova davanti a un dibattito sulle carceri, si parte prevenuti e si dà per scontato che non ci sia il rimedio agli sbagli. Questi uomini hanno commesso degli errori, ma entrando in carcere e confrontandosi con loro, non ci si fa neanche più caso a ciò che hanno commesso e si inizia a considerarli come dei semplici essere umani, senza affibbiare loro un “etichetta“. Questo spettacolo è in grado di far scaturire in ognuno di noi sensazioni contrastanti, che dipendono dalle scene in atto. Come la predominanza della solitudine e della malinconia, in contrasto alla sensazione di sentirsibene con se stessi anche nella diversità.

L’importante è mettere un punto e andare avanti, rinascere consapevoli degli errori commessi in passato con un’esperienza che non tutti hanno, e che permette di capire perché vengono compiute azioni sbagliate senza rendersi conto della gravità e senza pensare alle possibili conseguenze.

