“La sostenibilità è ormai il fattore distintivo per il successo dei brand moda con le nuove generazioni”, questo è lo spunto che la Camera Nazionale della Moda Italiana e Eco-Age hanno dato ai designer emergenti provenienti da tutto il mondo che hanno accettato la sfida di unire etica ed estetica in previsione della terza edizione dei Green Carpet Fashion Awards, Italia.
Il 2019 sembra l’anno della sostenibilità: manifestazioni in più parti del mondo, la carta ONU sul clima firmata da più di 40 marchi internazionali. Nonostante tutto questo lo scioglimento dei ghiacciai continuerà en la deforestazione avanzerà. Una della maggiori cause è proprio il settore moda. Valutando a microscopio tutta la produzione dei capi che noi indossiamo ogni giorno ci dovremmo fare molte domande:
La pelliccia sostenibile è realmente sostenibile? E gli abiti sintetici? La lavorazione della pelle?
Possiamo ritenere, ad ogni modo, lodevole lo sforzo, delle grandi case di moda, di farci credere che una reale sostenibilità sia alle porte.
I Green Carpet Fashion Awards sono un impegno affinché ciò possa accadere in futuro.
La serata di premiazione si è tenuta anche quest’anno presso il Teatro alla Scala. La cerimonia mette in mostra l’innovazione e l’artigianalità dei prodotti presentati, celebrando allo stesso tempo il Made in Italy. Per la prima volta il contest è stato aperto anche agli stilisti di accessori.
Durante questa occasione a salire sul palco del Teatro alla Scala di Milano sono state tante personalità del mondo del lusso per un totale di 12 premi tra cui il CNMI Award in recognition of Sustainability, consegnato da Nikki Reed e Ian Somerhalder a Elia Maramotti di Max Mara e Alessandro Sartori e Gildo Zegna di Zegna, The Groundbreaker Award consegnato da Amber Valletta e Colin Firth alla stilista, pioniera nella moda green, Stella McCartney. E per ultimo ma primo per importanza il The GCFA Legacy Award con Sophia Loren che ha consegnato, emozionata, il premio alla carriera allo stilista Valentino Garavani.
“Mi auguro che proprio le generazioni più giovani siano in grado attraverso la moda di generare nuova bellezza, tenendo sempre in considerazione l’amore per la natura e soprattutto il rispetto per gli uomini e le donne che permettono alla nostra creatività di prendere forma ogni giorno con perizia, umiltà e passione”, ha dichiarato Valentino.
Ad accogliere gli ospiti c’era una Piazza della Scala irriconoscibile, trasformata in vigna con tanto di orti. Un’allestimento dedicato al 500esimo anniversario di Leonardo Da Vinci. Sul tappeto rosso erano molte le celebrità appartenenti al fashion system come Anna Wintour, direttrice di Vogue America.
Questa edizione dei Green Carpet è stata segnata dal movimento Friday for Future che proprio qualche giorno fa ha invaso le piazze di quasi tutte le capiteli del mondo.
Quindi chiediamoci…
Ma Fashion e Green possono davvero andare nella stessa direzione?
Intervista a una delle regine più discusse della storia
Maria Antonietta, figlia dell’imperatrice d’Austria Maria Teresa d’Asburgo, a soli 14 anni viene data in sposa a Luigi XVI, erede al trono di Francia. Odiata e criticata dai sudditi e dai cortigiani si dedica ad una vita frivola piena di divertimenti e vizi dispendiosi. La Rivoluzione nel 1789 sconvolge la sua vita: verrà imprigionata e giustiziata alla ghigliottina nell’ottobre del 1793.
INT- Buongiorno Sua Maestà! È un piacere e un onore per noi conoscerla! M.A.- Bonjour ! È un piacere per me essere qui. Pardonnez-moi per il ritardo, oggi Lèonard ha impiegato più del previsto per realizzare la mia acconciatura… INT- Complimenti Sua Maestà, la sua acconciatura è davvero spettacolare! Questi fiori le donano moltissimo! M.A.- Merci beaucoup!
INT- Sua Altezza vorrei iniziare con una domanda un po’ spinosa… Siamo a conoscenza dell’iniziale difficoltà nel rapporto con suo marito Luigi XVI: potremmo dire che l’infelicità di coppia l’abbia portata a concentrarsi sulla moda e lo shopping? M.A. – Mio malgrado sì! Nei primi anni insieme mio marito si dedicava molto alle battute di caccia lasciandomi sola… ho iniziato così a consolarmi con feste, abiti, dolci, champagne… In quelle occasioni tutti erano interessati a me e ai miei look, e questo mi faceva stare bene. In quei momenti dimenticavo l’indifferenza di mio marito. INT- Sua Maestà, a proposito di look: vorremmo chiederle della sua sarta Rose Bertin… M.A.- Oh chèri, che termine volgare per descrivere Mademoiselle Bertin: io la definirei piuttosto artista. La sua non è solo moda… è arte, art! I suoi non sono dei semplici abiti ma dei capolavori. Sapete, ogni dama di Francia mi invidia e mi copia… il soprannome “Ministro della moda” è meritatissimo! Ogni settimana, in realtà anche più volte alla settimana, Mademoiselle Bertin mi porta da Parigi nuove proposte di abiti, scarpe, accessori e io prendo tutto. Tutto! Diciamo che potrei aver sbadatamente sforato il budget mensile per il guardaroba imposto da Re Luigi XV…
INT- Sua Altezza, mi perdoni per l’indiscrezione ma, quanti abiti possiede? M.A.- Mi lasci pensare… ogni stagione mi faccio confezionare dodici nuovi abiti da gala, dodici con diverse fantasie e dodici da cerimonia, più un altro centinaio da usare per le occasioni quotidiane, ovviamente sono tutti indispensabili… Ho poi una serie infinita di accappatoi, corsetti, scialli, cuffie, cinture, guanti, calze e sottovesti e probabilmente dell’altro di cui non rammento l’esistenza al momento. La mattina è così difficile scegliere cosa indossare: non posso certo rischiare di essere malvestita con tutte le malelingue che ci sono a corte, j’ai tort? Allora mi faccio portare dalle mie dame di compagnia un grosso libro dove sono inseriti i campioni di tessuto di ogni singolo abito presente nel mio guardaroba. Io sfoglio, scelgo e loro mi portano l’abito giusto.
INT- Sua Maestà, lei è molto è famosa per le sue acconciature molto particolari, direi uniche. Potrebbe gentilmente raccontarci come vengono create? M.A.- Per realizzare i miei pouf ci vogliono ore e ore di lavoro, mon cherì: è molto complesso. Il mio coiffeur, Lèonard, prima mi unge il capo con pomate naturali, poi inizia a creare l’impalcatura: costruisce la struttura con un telaio metallico e poi un’imbottitura con dei cuscini. Inizia quindi ad acconciarmi i capelli naturali e poi ne inserisce altri posticci, beh… molti altri, fino a raggiungere altezze incredibili: mezzo metro come minimo. Sapete, una volta hanno dovuto smontare la mia acconciatura perché non passavo dalla porta… Quando ha finito con boccoli e cotonature, inizia ad inserire nastri, diamanti e poi, in cima, quello che richiede l’occasione: frutta, fiori, piume, paesaggi, case… ho persino indossato un veliero!
INT- Ma, mi perdoni l’impertinenza, non è scomodo portare queste spettacolari acconciature? M.A.- Ma certo cherì! Però ne vale la pena. I pouf pesano tantissimo e mi fanno venire un mal di testa allucinante, mi fanno male i denti, mi prude il cuoio capelluto, mi cadono i cappelli ma, ripeto, ne vale la pena. Farei di tutto per essere alla moda!
INT- Sua altezza potrebbe parlarci del suo trucco? M.A.- Beh, il mio trucco è abbastanza semplice, classico. Prima di iniziare con il maquillage detergo il viso con Acqua cosmetica di Piccione e un tonico chiamato “Acqua d’Angelo”: è importante avere una bella pelle. Grazie a un cerone e una leggera polvere rosata, simile alla cipria, il mio viso è bianco, leggermente rosato, mentre le guance sono di un rosa molto più acceso, tendente al rosso. Sulle labbra uso un rossetto rouge, molto carico per farle risaltare. Inoltre ho anche l’abitudine di truccare gli occhi con del bistro dal colore nero che io diluisco un po’ per renderlo quasi impercettibile, dato che non è molto in voga truccarsi gli occhi. Ovviamente poi porto anche dei nei finti che possono avere la forma di stelle, fiori o mezzelune; servono prevalentemente per nascondere le piccole imperfezioni o cicatrici del viso.
INT- Sua Altezza, sappiamo che porta sempre con sé un accessorio particolare… M.A.- Oui, porto sempre con me un ventaglio. Ogni dama che si rispetti dovrebbe portane uno… I ventagli, oltre ad essere estremamente utili, sono anche molto eleganti, di classe! Non tutte sono in grado di portarlo nella maniera corretta: serve un certo portamento… E poi il ventaglio ha un suo “linguaggio”, ad esempio: se una dama è gelosa, lo appoggia chiuso sulle labbra mentre se è annoiata si accarezza il lobo dell’orecchio…
INT- Sua Maestà vorremmo porle un’ultima domanda. Siamo molto interessate a uno dei suoi look più recenti: la chemisier a la reine. Potrebbe cortesemente descrivercelo? M.A.- Questo abito realizzato da Mademoiselle Bertin è molto diverso dai miei soliti look. È molto più semplice e in mussola bianca, molto leggera e trasparente, con in vita una fascia dorata che porto con un grande fiocco sul retro. Solitamente lo abbino con un cappello di paglia a falde larghe con sopra un fiocco e qualche piuma. È estremamente più comodo dei miei soliti abiti ma anche meno prezioso: lo uso specialmente quando sono nella mia villa di campagna Petit Trianon, non è adatto allo sfarzo di Versailles
INT.- Sua Altezza, la ringraziamo dal profondo del cuore per il tempo che ci ha dedicato. È stato molto cortese da parte sua trovare un momento da dedicarci nonostante i suoi numerosi impegni di regina e madre. Le auguriamo una serena giornata! A bientot! M.A.- È stato un piacere! A bientot mes chères!
Maria Antonietta è stata ed è ancora oggi una delle figure storiche più fashion in assoluto. Molti grandi nomi della moda, quali John Galliano, Karl Lagerfeld e Vivienne Westwood, si sono ispirati a lei per alcune delle loro collezioni e noi siamo sicure che questa regina continuerà a regnare ancora per un po’ sulle passerelle più importanti. CALANGI FEDERICA, CHINAGLIA ALESSIA, MONTEMARANO MARIKA
“Quel preciso momento di un’epidemia, quando tutto può cambiare all’improvviso è il Punto Critico”
Cit. Malcolm Gladwel.
In quest’ultimo periodo, il Covid19 è riuscito a mietere moltissime vittime in tutto il mondo e a far cambiare improvvisamente le nostre abitudini, ad esempio è divenuto necessario proteggersi per poter uscire di casa, indossando delle protezioni come guanti e mascherine, nell’attesa di un vaccino.
Non tutte le mascherine però vanno bene per proteggersi da questo virus ed è opportuno quindi attenersi ad alcune indicazioni date da medici e virologi.
Prima di tutto una mascherina omologata deve coprire il naso ed arrivare sotto al mento e, nel momento in cui la si sposta, bisogna toccarla solamente nella parte posteriore dove sono presenti gli elastici, così da evitare di autocontagiarsi.
Se si indossa la mascherina chirurgica, bisogna tenere a mente che protegge gli altri, ma non noi personalmente, quindi è necessario che la indossino tutti.
proteggerci a vicenda, e che i dispositivi siano certificati
Se invece si utilizza una mascherina con filtro senza valvola, ripara sia chi la indossa che gli altri; mentre quelle con la valvola proteggono soltanto chi la indossa ma non gli altri. Per questo motivo, sarebbe opportuno che tutti indossassero la mascherina chirurgica, per
In base al nostro stile possiamo personalizzare le mascherine, seguendo il nostro modo di essere e rimanendo al passo con le tendenze.
Ad esempio se una persona ha uno stile streetwear e generalmente indossa un abbigliamento comodo solitamente di colori come il nero o colori accessi, abbinando il tutto ad accessori in metallo come catene o borchie, potrebbe pensare di progettare una mascherina in pelle nera con una serie di borchie argentate applicate su di essa.
Non a caso nell’ultimo periodo nel mondo della moda stanno spopolando mascherine protettive di ogni genere e forma.
Le prime a idearle sono state le grandi maison tra cui Fendi e Louis Vuitton, le quali hanno progettato delle mascherine aventi all’interno uno strato protettivo in grado di non far passare i germi, e all’esterno le classiche stampe con la ripetizione di loghi che caratterizzano questi brand.
Non possono mancare ovviamente anche gli stilisti più eccentrici e particolari provenienti da tutto il mondo, i quali hanno creato mascherine e guanti con i materiali più insoliti ma allo stesso tempo protettivi, prendendo spunto in alcuni casi dalle classiche maschere anti-gas, caschi da motocross o dai modelli più cool di sneakers.
Per tutti gli amanti della moda e delle nuove tendenze è possibile considerare la mascherina come un accessorio aggiuntivo, in grado di donare quel tocco in più che rende un outfit molto particolare e in grado di non passare inosservato.
Appunto per questo vi consigliamo di tenere a mente alcune regole fondamentali quando scegliete quale mascherina indossare:
1. Affinché le protezioni si abbinino alla perfezione con un look, è importante assicurarsi che ci siano degli elementi in comune con uno dei capi che si indossa, ad esempio con dei pantaloni in jeans, è possibile abbinare una mascherina che riprenda la trama del tessuto o se si indossa una t-shirt avente una stampa floreale o leopardata, è possibile abbinarci una mascherina con la medesima stampa o con qualche particolare che la ricordi.
2 Se si indossa un outfit già particolare di per sé, è preferibile indossare una mascherina o dei guanti non troppo eccentrici; se no si rischierebbe di rendere tutto il look troppo esagerato e pacchiano.
3. Se si indossa un outfit basic e non troppo elaborato, è possibile sbizzarrirsi con qualsiasi modello o tipologia di mascherina, la quale renderebbe tutto il look molto più armonioso e di tendenza.
4. Per specifiche occasioni come il lavoro è preferibile indossare protezioni più basic aventi colori tenui come il grigio, blu o beige, così da risultare più professionali rendendo l’outfit il più formale possibile.
Infine è importante ribadire che in questo caso “stile“ è sinonimo di “protezione“, quindi nel momento in cui si deve scegliere che mascherina o paio di guanti indossare, é fondamentale fare attenzione e controllare che siano omologati, ovvero che siano a norma e che ci proteggano realmente.
In momenti difficili come questo è necessaria la cooperazione e l’aiuto da parte di tutti, e il rispetto delle regole che vengono emanate.
Per scoprire nuove tendenze e rimanere aggiornati su quello che accade nel mondo della moda, seguite “I must dello stile”; e ricordate che INSIEME CE LA FAREMO E SOLO COSÌ POTREMO RIALZARCI ED ESSERE PIÙ FORTI DI PRIMA.
Madame de Pompadour , amante ufficiale del re di Francia Luigi XV, trasferitasi poi a Versailles dove ottenne il titolo di Marchesa di Pompadour.
Ebbe notevole influenza sulle arti, sulla moda, sul teatro e sulla musica, dettando lo stile della prima metà del Settecento; a livello filosofico fu sostenitrice delle idee dell’Illuminismo, essendo mecenate degli enciclopedisti, facendo in modo che l’Enciclopédie continuasse a essere stampata.
Buongiorno Lady Jeanne Antoinette Poisson, marchesa di Pompadour, siamo a conoscenza della sua grande passione per l’arte e dei meravigliosi balli e spettacoli che organizzò alla corte di Francia.
Lei è una vera musa ispiratrice per quanto riguarda la moda, noi non aspettiamo altro che scoprire tutti i suoi consigli e ascoltare i suoi racconti.
Frequentiamo una scuola di moda e abbiamo delle domande da porle.
La ringraziamo per la sua disponibilità e per il tempo che vorrà dedicare a noi e alla nostra curiosità in fatto di moda.
J.ANTONIETTE: Con piacere! Sono lieta di rispondere a tutte le vostre domande e curiosità
Con quali novità ha influenzato la moda dell’epoca?
J.ANTONIETTE: A me non piacciono particolarmente le increspature sulle spalle quindi preferisco indossare mantelli con maniche a tre quarti, inoltre amo le gonne appariscenti,che donano un ampiezza quasi esagerata ai fianchi.
Che tipi di tessuti preferisce?
J.ANTONIETTE: Prediligo tessuti leggeri e fluttuanti che creano volume e evidenziano le forme del corpo.
Le piacerebbe descriverci il suo paio di scarpe preferito?
J.ANTONIETTE: Si certamente, le scarpe che adoro indossare sono di color rosa con dei merletti in punta, hanno una punta molto allungata e hanno un bellissimo tacco piuttosto sottile, ora quasi tutte le donne le indossano simili alle mie!
Sappiamo che ha anche inventato un colore al quale è stato associato il suo nome, da dove è nata questa “invenzione”?
J.ANTONIETTE: Certamente, partendo dal presupposto che io prediligo tutte le nuance di colori pastello, il rosa pompadour è ovviamente il mio preferito, mi è stato creato da un famoso pittore ed è un bellissimo rosa fresco con base lilla.
Notiamo che ha una bellissima acconciatura, ci sveli il suo segreto!
J.ANTONIETTE: Adoro avere i capelli voluminosi e solitamente e li acconcio con un raccolto verso l’alto , mi piace molto avere dei morbidi boccoli che si posano sul collo.
Inoltre ho un piccolo trucchetto per voi!
Utilizzo midollo di bue e olio di nocciolo per mantenerli sempre nutriti e splendidi, solitamente aggiungo un goccia di essenza di rose per donargli questo bellissimo profumo.
Predilige un viso acqua e sapone o ama la bellezza del trucco?
J.ANTONIETTE: Adoro il tocco in più che mi dona il trucco, solitamente applico il “rouge” in grandi quantità , una quasi esagerata dose di fard fin sotto gli occhi per far sì che risaltino il più possibile.
Inoltre sul viso di una donna non possono mancare piccoli nei, a volte disegnati , usati come un vero e proprio linguaggio , io solitamente lo disegno all angolo della bocca e viene visto come “tira baci”, ci sono moltissime forme in cui vengono disegnati per esempio a forma di stella o a mezza luna.
La ringraziamo infinitamente per il suo tempo e per i segreti di bellezza che ha voluto svelarci. Per noi è stato un onore poterla intervistare, grazie infinitamente le auguriamo una buona giornata.
J.ANTONIETTE: Figuratevi è stato un piacere!
N.B
Non si può affrontare un’analisi della figura della Marchesa, senza riferirsi alla sua importanza in quanto influenza estetica trasversale sia dell’epoca che del presente; nel 2002 ancora, Donatella Versace si ispirava a lei per la sua sfilata primavera/estate: dalla moda, alla bellezza fino all’arredamento, Jeanne -Antoinette Poisson era un’icona di stile mondiale, sul cui modello Maria Antonietta si è poi formata.
Camouflage pattern had both a some successful period and a dark one in fashion.
Recently this pattern has been some partnership with luxury brand, for example hacker, trousers, shits, necktie, glasses, bag or to customize luxury car.
Since it is a particular and brilliant pattern we must give pay attention how to match it to don’t look like a circus man.
In a first moment you don’t wear only this pattern but select for example an accessory and a jacket. It can be combined with all plain colors, and it is good to combined it with a fluo color to give a chic effect.
Camouflage’s association with war is strong and well-known. Rooted in the military, and used to concealer my equipment before it covered soldiers’ uniforms, camouflage has typically been used for hiding.
THE FIRST WORLD WAR
In this period soldiers first used camouflage patterning and tactics to hide, not people, but locations and equipment.
The term ‘camouflage’ itself dates to a practical joke from 16th-century France, where a prankster would fashion a camouflet and stick it under an unfortunate sleeper’s nose.
Camouflet later referred to a lethal powder charge that could entrap in the tunnelling enemy troop underground.
THE DIFFUSION OF CAMOUFLAGE
In the Second World War people began to use more mechanical printed patterns, and each nation had not one, but different and unique camouflage patterns, with different versions matched to the battle landscape (snow, desert, jungle, forest).
Wearing a particular type of camouflage means to take part to a distinct group of people.
Camouflage was introduced in popular culture during both world wars – from ladies’ ‘slimming’ dress wear to the clever war paint of makeup, but it was use not for praise war but how symbol again the war.
THE SECOND WORLD WAR
During the Second World War that history witnessed the rise of mechanical printed patterns onto fabric.
The distinctive variations of the camouflage pattern were brought into sharper focus.
Soon after, the camouflage pattern emerged into popular fashion.
Women began sporting the print in dresses and even inspired makeup.
Camouflage made its artistic debut in Andy Warhol’s Camouflage Self-Portrait.
This piece hit was exposed at the height of the Cold War.
This is a trend born in warm and used at the and of 60 years by the women that wears mimetic uniforms and demonstrate for the peace.
At the begin of 1900 the soldiers wear monochromatic uniforms with brilliant colors, in order to create a superior difference between the army.
Until when with the war of gammon the tendency change and begin to find to be less visible until camouflage with surrounding space in the nature, with colors tie view in that they battle the war: black, green, kaki, brown and its shades.
One curiosity is that the French army was the first to pair the study of disguise, but it was the only that not adopt for every the second world war any mimetic garments.
MODERN CAMOUFLAGE
Camouflage today is part of civilian culture: it is topical in designs for women’s clothing from the likes of Jean Paul Gaultier, Prabal Gurung and Patrik Ervell (among many others), and musicians wearing camouflage can signal their commitment to some form of political activism.
Visual artists have taken to camouflage with enthusiasm, too. Andy Warhol’s Camouflage Self-Portrait (1986) hit the art scene at the height of the Cold War, a time of near-constant warfare that, confusingly, rarely officially declared itself as such.
Also camouflage take par of technology… High-tech camouflage can now conceal body heat from enemy sensors or harness fiber–optics to match a fabric dynamically to its surroundings. Technologists are progressing towards a camouflage that bends light waves to render objects – or even people – invisible, just like Harry Potter’s invisibility cloak.
ANDY WARHOL IN CAMOUFLAGE
Andy Warhol made Self-portrait in 1897, in a few months before his death.
It uses a Polaroid photograph of him, with the material of acrylic polymer paint and silk screen printing to produce a camouflage pattern over the face surrounded by black.
The Metropolitan Museum of Art describes the image: “Warhol appears as a haunting, disembodied mask. His head fluctuate in a dark black nothing and his face and hair are ghostly pale, covered in a militaristic camouflage pattern of green, gray, and black.”
There is a contrast between the impersonality of the camouflage pattern, which hints at danger, and the personality of the portrait tradition, where there is direct contact with the observer, although in this case with a protective illusory covering The ambiguous uses of camouflage, drawing attention when a fashionable look and doing the opposite in military use, fascinated Warhol.
There are another version of this picture like the pink and magenta, with the same background draw, in the Philadelphia museum of art.
Contrary to the France army, the use of camouflage cloths was diffused in exponential way whether in the art(for example Andy Warhol and his series Camouflage Self-Portrait, where the artist experimented the camouflage with something else than camouflage colours)or in the enormous and eclectic fashion word, begin on of the must of casual collection and pass thought the catwalk to every aspect of daily life.
Germany was particular activate in the study of camouflage pattern.
The pattern camouflage have worn out in daily outfit in the end of 60’, when the protest young movements wear that cloths.
There wasn’t difficult to see boys with cargo trousers, one of the most spread cloth with camouflage design.
Often today they are in rip-stop fabric, a light anti-rip cotton, a technique initially used for parachute canvas.
In the 1990 camouflage pattern become a must-have, that can be used in every situation.
DIFFERENT TYPE OF CAMOUFLAGE
Classic camouflage
It is composed of green, brown, black and light-green. Green is a secondary an cool color, brown and black are neutral colors. Light-green is an intermediate color.
Fluo camouflage
It is similar to the classic one, but it has in addition fluo yellow.
Yellow is a primary color, it is bright and brilliant, strongly reflecting.
Now a days it is very used in high fashion and accessories such as Valentino beachwear.
It is a give a chic effect.
Blue camouflage
It is composed of blue(primary and cool color), black and white.
Light-blue is an intermediate color.
“Blue camouflage reminds of the sea and it is used as a uniform for sailor-marines.
L’esatto opposto della moda etica è la Fast Fashion, letteralmente “Moda Veloce”. Veloce perché le grandi catene di fast fashion come Zara, Topshop, Benetton e Mango, solo per citarne alcune, producono enormi quantità di nuovi capi in pochissimo tempo per poter rifornire i negozi continuamente; si stima che queste catene producano e vendano una media di 55 micro-collezioni all’anno. I prodotti sono “usa e getta”, vengono cioè acquistati e usati una sola stagione e poi buttati a causa della loro bassa qualità, del cambiamento di tendenza, e soprattutto del basso prezzo sul cartellino.Per poter vendere i capi ad un prezzo così basso e mantenere i guadagni, bisogna “tagliare” i costi in qualche
Per poter avere dei prezzi così bassi, i brand usano fibre sintetiche non biodegradabili e tantomeno riciclabili, sostanze tossiche per tinture o finissaggi, inoltre eliminano gli scarti in maniera tale da inquinare tutto l’ecosistema.
In molti capi d’abbigliamento sono presenti diverse sostanze tossiche come coloranti, a volte cancerogeni, che provocano allergie, metalli pesanti, usati per fissare tinture e finissaggi, e pesticidi largamente usati nella coltivazione delle fibre naturali, oltre a un numero indefinito di materiali derivanti dalla plastica. Queste sostanze vengono tutte assorbite dal nostro copro con conseguenze che saranno visibili nel giro di pochi decenni.
La maggior parte dei prodotti, in primis i coloranti, una volta utilizzati vanno smaltiti, ma nei Paesi in via di sviluppo non ci sono leggi che regolamentano questo processo. Molti liquidi inquinanti vengono dispersi nell’ambiente senza essere depurati andando a danneggiare prima le acque di fiumi e falde acquifere, e poi di conseguenza tutto l’ambiente.
Anche attraverso la coltivazione del cotone e delle altre fibre vegetali si inquina: basta pensare alla quantità enorme di pesticidi vari utilizzati, lo sfruttamento eccessivo del terreno e dell’acqua.
Gran parte degli scarti tessili non viene riciclata ma gettata in discariche in attesa di essere smaltita, bruciando tanti tessuti si rilascia moltissima anidride carbonica, contribuendo all’inquinamento dell’aria che respiriamo tutti i giorni.
Anche i lavoratori pagano il prezzo di queste politiche economiche: i loro salari sono estremamente bassi e le loro condizioni di lavoro inumane. Da un report di Abiti Puliti, la sezione italiana di Clean ClothigCampaign, è risultato che dei venti marchi intervistati, diciannove non sono stati in grado di provare che ai lavoratori che confezionano i loro capi di abbigliamento sia stato pagato un salario con il quale sia possibile vivere in ogni parte del mondo. In alcuni paesi come Etiopia e Bangladesh i salari pagati sono un quarto di quello che dovrebbero essere, mentre nell’est Europa, come in Romania, sono soltanto un sesto. Di conseguenza nessuno di questi lavoratori è in grado di mantenere la propria famiglia e di permettere un’istruzione ai propri figli, che spesso vengono a loro volta sfruttati in queste fabbriche. Oltretutto essilavorano in pessime condizioni: edifici malsani e mal costruiti, spesso non salubri e che possono crollare da un momento all’altro.
Sono moltissimi i brand non etici, cioè che non rispettano né l’ambiente né i lavoratori, tanti infatti si rifiutano di mostrare e dichiarare come producono, dove producono e quanto vengono pagati i lavoratori.
È quindi necessario che i brand etici dimostrino ai consumatori che seguono le norme di una produzione sostenibile, che non vengono utilizzati materiali tossici e che si rispettano i diritti umani dei lavoratori.
Nel 2016 da una coalizione di sindacati e organizzazioni per l’ambiente e i diritti umani è nata “Impegno per la Trasparenza” (Transparency Pledge), una campagna per chiedere ai brand di rendere trasparenti le loro filiere produttive, per dare maggiori informazioni ai consumatori.
La coalizione ha finora contattato 74 aziende chiedendogli di pubblicare le informazioni richieste dal Transparency Pledge: di queste 22 hanno aderito pienamente, 31 solo in parte e 21 per nulla.
Le 21 aziende che non hanno aderito sono: American Eagle Outfitters, Armani, Canadian Tire, Carrefour, Carter’s, Decathlon, Dicks’ Sporting Goods, Foot Locker, Forever 21, KiK, Mango, Ralph Lauren, River Island, Sports Direct, The Children’s Place, Urban Outfitters, Walmart, Abercrombie & Fitch, Loblaws, Desigual e tutto il gruppo Inditex.Del gruppo Inditex fanno parte: Zara, Zara Home, Bershka, Stradivarius, Pull and Bear, Massimo Dutti, Oysho, Uterqüe, Tempe e Lefties.
La trasparenza è quindi l’elemento chiave per una moda etica. Introdurre leggi e normative per obbligare i brand a mostrare senza limitazioni le loro catene produttive è l’unico modo per poter ottenere la “Fair Fashion”: la moda giusta per tutti, dai consumatori ai lavoratori.
In questo periodo difficile, che sta affrontando tutta la popolazione, siamo costretti a indossare delle protezioni per evitare il contagio. Tra queste protezioni vi sono anche le mascherine, che possono essere decorate in modo molto originale.
Le mascherine diventano fashion, per gli esperti di stile è già un accessorio cult, per i brand una sfida creativa, per noi si tratta di accettare una necessità e farne uno strumento di stile.
La buona notizia riguarda appunto i marchi – sempre più numerosi – che si stanno attivando per riconvertire la loro produzione a supporto dell’emergenza sanitaria, da Geox a Gucci, da Prada a Valentino e H&M; lo stesso esempio è seguito da Bulgari, L’Oréal, Coty e altri brand del beauty che stanno preparando disinfettanti per le mani nelle loro fabbriche di profumi. In Spagna la multinazionale Inditex, Zara, Stradivarius e Oysho, stanno lavorando alla conversione della produzione tessile in sanitaria per la produzione di camici e tute di protezione e ha messo a disposizione del governo spagnolo la sua logistica per la consegna di mascherine in tutto il Paese. Un esempio da seguire è anche Wolford che ha realizzato una collezione total black lavabile, perfetta per gli amanti dello stile minimal!
Queste mascherine possono essere decorate da chiunque voglia donare un tocco di eleganza al proprio outfit e ora vi spieghiamo come fare…
L’Istituto Marangoni è una scuola privata di moda e design, situata a Milano, Firenze, Londra, Parigi, Shanghai, Shenzhen, Mumbai e Miami. La scuola è stata fondata nel 1935 a Milano da Giulio Marangoni, noto sarto dell’epoca ed poco a poco é diventata una Scuola Professionale Artistica frequentata da modellisti e sarte. L’offerta formativa che offre questa prestigiosa scuola si suddivide in tre indirizzi: Moda, Arte e Design. Ogni uno di essi pensati per coloro che vogliono specializzarsi in questi settori. Ci concentreremo sui:
Programmi triennali nel campo del Design: • Interior Design • Visual Design • Production Design • Interior Design & Lighting
Programmi triennali nel campo della Moda: • Fashion Business • Fashion design • Fashion Styling & Visual Merchandising • Fashion Design & Accessories • Fashion Design & Womenswear/ Menswear • Fashion Styling & Creative Direction (Negli ultimi anni l’istituto Marangoni si é arricchito di nuovi corsi, tra cui master in Fashion communication, new media e master in Fashion corporale finance and management control for the luxury business. Inoltre l’offerta formativa propone corsi undergraduate, postgraduate e corsi brevi. )
Uno dei molti motivi per cui scegliere Marangoni è che la maggior parte degli studenti finito il propio percorso di studio ha già un lavoro; perché i rapporti tra studenti e azienda iniziano già all’interno della scuola durante i corsi, così che in questo modo le aziende hanno modo di conoscere e valutare le capacità degli studenti sulla base del loro lavoro durante l’attività didattica. Inoltre il metodo d’insegnamento dell’Istituto Marangoni si basa su progetti reali realizzati con i più importanti player del fashion e del design system.
Corsi di moda
La Scuola di Moda offre un’ampia varietà di programmi undergraduate, postgraduate e corsi brevi nelle aree del fashion design, fashion styling e fashion business. I programmi che offre l’istituto sono programmi intensivi e preparatori, programmi triennali, corsi semestrali e corsi brevi e una serie di corsi online. Ma in questo articolo approfondiremo e analizzeremo i programmi triennali, la scelta più comune tra gli studenti.
VCE: “siamo state scelte dalla scuola di alta moda, Olga Fiorini, per intervistarla su alcuni aspetti del suo grande impero”
LUIGI: “sono molto onorato di avervi qui e risponderò a qualsiasi vostra domanda”
VCE: “l’onore è nostro. Siamo al corrente della sua strategia politica, scelta per aver un controllo più efficace sulla vita della sua popolazione, come spiega la vita all’interno della sua grande reggia attraverso il lusso e lo sfarzo?”
LUIGI: “grazie al mio egocentrismo ho fatto in modo che la loro vita ruoti intorno alla mia: amo essere aiutato nel lavare il mio magnifico corpo, nel scegliere l’abito perfetto per ogni occasione e nel risultare sempre impeccabile rispetto agli altri, i pasti dovevano essere di mio gradimento ma non ricorrevo ad alcun licenziamento. Organizzavo i migliori balli in maschera dell’intera Francia cosicché la nobiltà si indebitasse con me durante la compravendita di abiti, ma ovviamente il mio rimane sempre il migliore”
VCE: “ma quanto egocentrismo caro Luigi, ora concentriamoci sui vari aspetti della moda influenzata dal suo potere: da cosa erano caratterizzati gli abiti che indossavano le donne?”
LUIGI: “per quanto riguarda le donne ci fu un totale cambiamento: innanzitutto scomparve quell’orribile verdugale che rendeva le donne dei barattoli di latta, così vennero introdotte delle gonne più morbide formate dalla sovrapposizione di due o più gonne, inoltre venne eliminata quell’inutile gorgiera, un’insieme di cartucce che faceva apparire le persone senza collo, e furono sostituite da grandi colli a ventaglio che lasciavano ampie scollature”
VCE: “saranno stati contenti gli uomini… com’era la moda per loro?”
LUIGI: “noi uomini per apparire sempre al meglio, il nostro completo ricordava la divisa militare suddivisa in tre pezzi: giacca, gilet, calzoni. Le nostre scarpe erano caratterizzate dal tacco rosso, per ricordare il sangue versato in guerra”
VCE: “le nostre Louboutin! Ora vorremmo ricorrere ad una domanda abbastanza intima e personale, siamo venute a conoscenza del suo problema di calvizie, che soluzione avete adottato?”
LUIGI: “mi avete colto di soppiatto, per ricorrere a questo mio problema ho introdotto la parrucca: alta e ricca di boccoli, così sembravamo tutti più alti e presto divenne un elemento caratteristico della nuova moda”
VCE: “come avete fatto a diffondere la moda fuori dalla reggia di Versailles, verso tutto il vostro vasto impero e non solo?
LUIGI: “grazie alla mia brillante mente, ho trasmesso le mie tendenze attraverso bamboline altre 70-80 cm che partono da Parigi e arrivano in molte capitali d’Europa cosicché tutti furono al corrente delle ultime novità in fatto di vestiario”
VCE: “brillante idea! Purtroppo la nostra intervista è conclusa. È stato un piacere conoscervi, ma ci saranno sicuramente altre occasioni per incontrarci”
LUIGI: “il piacere è tutto mio, non vedo l’ora di riavere un’altra vostra visita”
VCE: “vi auguriamo un buon rientro in reggia, arrivederci”
In your wardrobe you have to select some garments that you can wear in every occasion, so you can mix them and you can create a lot of different outfit for any kind of events.
We can help you to find in your wardrobe some “must have” , take a look!
Every girl has a pair of mom jeans in her wardrobe, a simple pair of jeans not too skinny so you can be comfortable for school or for a walk!
You can wear mum jeans in every occasion, you can also wear it with a pair of heels!
Very cool!
Let’s talk about skinny jeans!
They are a very must have, in different colors like blue or black and you can wear it everyday. What to wear when you don’t know what to wear? Simple, a pair of skinny jeans, they can make you feel always pretty!
Do you want to feel more feminine ?
in your wardrobe there must be a mini leather skirt!
for a perfect feminine rock outfit, you can wear this skirt in winter with tights or in summer with a pair of sandals!
We know that sometimes you are in a bad mood…don’t worry about that, you can feel good with a simple sport suit! You are beautiful also with pyjamas, so you can wear suits all time that you want! If you don’t feel feminine you can match with it a lot of accessories!
T-SHIRT! white t-shirts or t-shirts with prints are the basic garments that you must have in your wardrobe , you can wear it to make EVERY KIND OF OUTFIT!
IT’S SIMPLE!
We know that you do not have any ideas about what you can wear over your t-shirt in winter…
The advice is that you must have in your wardrobe a simple pullover, solid color , so when you have this problem you can take this and go!
For elegant occasions, it is important to have in your wardrobe an elegant top or a top with floreal pattern , you can wear it under a blazer for example , and in a second you can feel more elegant !
For sport time or for cosy occasions you must have a simple sweatshirt with zip , you can wear it at home , or for school, it’s very easy to make a simple outfit with a sweatshirt!
Let’s talk about SHOES!
Women love shoes: a pair of must have , is a pair of total white sneakers, you can wear it every day in every occasion and every in season! We know that you already have total white sneakers!
One of the most trend that teenagers wears are ankle boots!
It’s very amazing how teens wear boots in every occasion, in winter, in summer, paired with jeans or SKIRTS and also DRESSES!
so you must have a pair of ankle boots in your wardrobe!
We hope that these 10 steps can help you and your wardrobe, there are also some example of complete outfit that you should consider , take a look!